
La metĂ dei negozi visitati ha fornito un'informazione sbagliata sul
Taeg (indicatore del costo effettivo del prestito), il 20% non ne ha
offerta nessuna e nella maggior parte dei casi non è stato possibile
visionare il contratto di finanziamento prima della firma.
“La trasparenza al cliente sui costi reali resta ancora un optional:
il Taeg, resta infatti ancora un oggetto misterioso per la maggior
parte degli addetti alla vendita, impreparati e superficiali
nell'illustrare le condizioni e i costi dei finanziamenti – si legge
nel comunicato dell’associazione -. Tale situazione è paradossale dato
che il Taeg è l'indicatore introdotto per legge proprio per far
conoscere e valutare al consumatore il reale costo di un
finanziamento, considerando tutte le voci di spesa”.
Dall’indagine è risultato le campagne pubblicitarie sono spesso
ingannevoli poichè non rispettano le regole di trasparenza dettate
dalla legge: promettono genericamente un tasso zero o un Taeg diverso
da quello calcolato secondo legge.
L'associazione ha inoltre condotto un test comparativo su 105
carte revolving (carte di credito che consentono di pagare il debito a rate)
e ha riscontrato che il Taeg reale, comprensivo del costo di invio
dell'estratto conto relativo, risulta essere mediamente del 19,30%. Un
costo elevato, di cui i titolari spesso non sono consapevoli.
A chi volesse acquistare a rate, Altroconsumo consiglia di: richiedere
il Taeg e non accontentarsi del Tan, che non comprende alcune voci di
spesa esistenti; leggere sempre il contratto di finanziamento,
chiedendone una copia da leggere attentamente prima di sottoscrivere
il credito; non firmare eventuali cambiali che dovessero essere
offerte dagli intermediari finanziari; per non correre rischi,
verificare che le rate non superino come importo il 30% dello
stipendio mensile: il rischio di sovra indebitamento è dietro
l'angolo.
Se l'importo del finanziamento è elevato (da 3.500 euro fino a 30.000
euro), secondo l’associazione la scelta migliore è un prestito
personale di una banca poichè il Taeg è più basso; se l'importo è
inferiore (al massimo il doppio del proprio stipendio), confrontare il
Taeg del prestito finalizzato con il costo di altri strumenti
flessibili: come carte revolving e scoperto di conto corrente. Infine,
se il tasso applicato supera la soglia di usura fissata ogni tre mesi
dalla Banca d'Italia (www.bancaditalia.it), il tribunale può
dichiarare nullo il contratto.
Fonte: ecomatrix.it
18.09.07