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Il fenomeno del rifinanziamento è nato negli USA, dove le famiglie usano molto la leva del debito per
finanziare i consumi. Succede che ,nel tempo, si accumulano diversi prestiti, che vanno a pesare sul
reddito della famiglia: il mutuo per la casa, l'auto a rate, i mobili e gli elettrodomestici, carta revolving, ... Ad un certo
punto la somma delle varie rate da pagare non è più sostenibile.
In questi casi il rifinanziamento dei prestiti è la via d'uscita: si attiva un nuovo prestito che serve a rimborsare
tutti i prestiti in essere (e magari a lasciare una piccola riserva di liquidità ), in modo da avere un'unica rata da
pagare. Per far si che la rata diventi sostenibile si allunga la durata del prestito.
Ovviamente ogni caso di rifinanziamento va trattato a parte, a seconda del numero di prestiti in essere , dei debiti
totali, del reddito disponibile. Per rifinanziamenti di importi elevati (che ad esempio includono anche l'estinzione del
mutuo sulla casa) spesso si usa la forma tecnica del mutuo, in modo che il creditore possa iscrivere
una garanzia reale a suo
favore (una nuova ipoteca sulla casa).