120x600-6.90.gif

Banche e prestiti, la periferia è esclusa


Quartieri dimenticati Solo uno sportello bancario su quattro si trova nella periferia romana. E mentre in centro ci sono 44 imprese per sportello, in periferia sono 370 le imprese che se lo contendono.
Il dato, che emerge da una ricerca realizzata dal Centro per l'Impresa etica e responsabile del Comune di Roma, lascia sconcertato l'assessore capitolino alle Politiche per le periferie, lo sviluppo locale, il lavoro, Dante Pomponi: "Perché dare credito alle periferie significa investire in sicurezza sociale''.




E infatti il Campidoglio ha stanziato quest'anno 1,5 milioni di euro (fino ad un massimo di 100mila euro a impresa) per finanziare i fondi a favore delle piccole imprese che aprono nelle periferie: il 50% va a fondo perduto, l'altra metà viene ceduta a tasso agevolato (1,5%). E proprio in questi giorni sono state selezionate circa 800 imprese, tra le quali 380 hanno già concluso l'investimento. Un investimento proficuo: si calcola che frutterà in totale 3700 nuovi posti di lavoro.



Il futuro è il microcredito
Ma la prossima frontiera sarà quella di fornire prestiti personali a persone svantaggiate per aiutarle a rifarsi una vita. Come fa la Regione, che da quando ha attivato il microcredito ad aprile scorso, destinato ai casi di emergenza, agli ex detenuti e alle imprese a rischio usura, ha già ricevuto 8000 richieste di aiuto (info: microcredito@consorziosole.it, 800.264.525), e elargito circa 200 prestiti. "



Non è però così facile come sembra'', avverte Loris Livolsi, un quarantenne romano che da 4 mesi sta cercando di ottenere un prestito per risolvere i suoi debiti e aprire un laboratorio di tatuaggi. "Mi hanno chiesto garanzie, sballottato da un ufficio all'altro, e alla fine mi hanno detto che sarà difficile ottenere qualcosa: disoccupato, con 30mila euro di debiti, e senza proprietà, non sono un caso abbastanza grave''.
Fonte: City
13.09.07


Click Here