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Prestiti, guida all'uso consapevole





Mobili, auto, elettrodomestici. Le famiglie italiane si indebitano sempre di più. Una recente indagine della Cgia di Mestre rivela che negli ultimi due anni l'indebitamento è cresciuto del 9,2% e che ogni famiglia italiana media ha una "pendenza" di 15.578 euro. Pur togliendo da questa cifra il mutuo per la casa - peso di gran lunga principale - resta una tendenza sempre più diffusa al credito al consumo. Sebbene non ai livelli critici di altri paesi, sono sempre di più i debitori che arrivano con fatica alle scadenze delle rate.
Da un lato è un preciso segnale che esistono delle famiglie in difficoltà economica. Ma spesso il ricorso alle rate è dettato da un bisogno compulsivo di consumo alimentato dalla pubblicità che promette di trasformare i sogni in realtà. Ma gli effetti possono essere disastrosi. Il credito al consumo ha tutte le potenzialità per mettere in difficoltà più di un nucleo familiare. Pagare dopo non significa non pagare. Anzi è esattamente il contrario.

Leggere il contratto
Leggere bene il contratto (che deve essere sempre redatto in forma scritta, altrimenti non è valido). Si deve prestare attenzione:

* al soggetto che eroga il prestito: può essere sia una banca sia una società finanziaria. In ogni caso deve essere un intermediario autorizzato. L’elenco completo è pubblicato online sul sito della Banca d’Italia;

* all’importo da pagare e all’acconto già versato;

* al numero delle rate da pagare, all’importo di ciascuna rata e alla scadenza;

* alla finalità per cui è concesso il finanziamento. Questo è un punto importante perché pochi sanno che non esiste un legame tra acquisto e prestito. E ciò ha una spiacevole conseguenza: se è stato comprato un televisore tramite un finanziamento e successivamente si guasta, non è possibile sospendere i pagamenti. Il debito va comunque estinto. E’ unicamente possibile chiedere la riparazione, la sostituzione o il rimborso al venditore;

* alle condizioni aggiuntive: penali per il ritardo o il recesso, coperture assicurative;

* agli eventuali oneri aggiuntivi, come i costi di istruzione della pratica.



Capire il vero tasso d'interesse
Dall’elenco dei punti da tenere sotto stretto controllo non è stato volutamente inserito il tasso d’interesse applicato. Essendo l’elemento attorno al quale ruota il profitto per il finaziatore e l’onere per l’acquirente, merita un particolare approfondimento.

Nei prestiti il tasso d’interesse è indicato attraverso due acronimi:

* il Tan (Tasso annuo nominale) e

* il Taeg (Tasso annuo effettivo globale).

Il reale costo del finanziamento è determinato dal Taeg. È il questo dato che va preso in considerazione per valutare la convenienza del prestito. Mentre il Tan è il solo interesse applicato, nel calcolo del Taeg sono considerati anche i costi ulteriori come quelli, per esempio, di istruzione della pratica. Ecco perché le pubblicità delle operazioni di finanziamento a danno rilevanza al Tan, nascondendo invece il Taeg. Con questo trucco molti finanziamenti appaiono molto meno costosi di quanto sono effettivamente.




L'estinzione del debito
Il finanziamento si estingue pagando tutte le rate tramite bollettini o attraverso l’addebito automatico sul conto corrente (Rid). Quest’ultima è la soluzione preferibile perché mette al riparo da dimenticanze e ritardi nei pagamenti. Un vantaggio non da poco, visto che spesso, nel caso di ritardi, sono previsti costosi interessi aggiuntivi di mora. Inoltre il mancato pagamento o il ritardo fa scattare il rischio d’iscrizione nell’elenco dei cattivi pagatori. Un’eventualità che renderà difficile, per l’inadempiente, il ricorso a nuovi finanziamenti.

Lavoratori atipici
Alcune categorie di lavoratori, soprattutto gli atipici, hanno grosse difficoltà nell’accesso al credito. E quando ci riescono, le condizioni offerte sono decisamente peggiori.
In questi casi è bene ricercare i finanziamenti promossi da istituzioni, sindacati, associazioni di categoria e associazioni per la tutela dei consumatori. Sono iniziative realizzate in collaborazione con istituti di credito e hanno lo scopo di erogare prestiti a condizioni ragionevoli anche per questi lavoratori.



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